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Lettera

2021nontitemo n°24

Abbiamo scritto una lettera al nostro bambino o alla nostra bambina di tre anni, di sei/otto anni, poi siamo diventati più grandi, quindici/diciotto. Adesso è il momento di scrivere una lettera all’adulto che siamo stati a quarant’anni. Qualcuno di voi, me compresa, non ha ancora quarant’anni. In questo caso, scriveremo una lettera per quel quarantenne o quella quarantenne del futuro.
Prima di iniziare a scrivere, prima di buttarci a capofitto, prendiamoci un momento per centrarci, per ascoltarci.
Per chi ancora non ha raggiunto quarant’anni… Non si tratta tanto di fare dei piani concreti per il futuro, anche perché la vita ha molta più fantasia di noi, quindi possiamo metterci tutto il tempo che vogliamo a costruire il nostro futuro nella nostra testa, ma le cose poi cambieranno. Possiamo vivere solo il presente.
In un periodo dell’anno in cui si pensa ai ‘buoni propositi’, è importante ricordare che ogni volta, ogni giorno, i miei desideri possono cambiare perché cambio io: cambia la mia vita, cambiano le mie esperienza, cambiano le mie sensazioni.
Il resto lo vediamo nell’audio di oggi!
Un abbraccio e buona scrittura… più vi sembra di non avere 10 minuti per la vostra pratica, più ne avete bisogno!
Leggi la trascrizione della puntata

Buongiorno e buona vigilia di Natale. Oggi è il ventiquattresimo giorno di 2021 Non Ti Temo.
E’ arrivato il momento (sembra una rubrica interna) della nostra lettera. Abbiamo scritto una lettera al nostro bambino o alla nostra bambina di tre anni, di sei/otto anni, poi siamo diventati più grandi, quindici/diciotto. Adesso è il momento di scrivere una lettera all’adulto che siamo stati a quarant’anni. Qualcuno di voi, me compresa, non ha ancora quarant’anni. In questo caso, scriveremo una lettera per quel quarantenne o quella quarantenne del futuro.

Prima di iniziare a scrivere, prima di buttarci a capofitto, prendiamoci un momento per centrarci, per ascoltarci. Chi ha più di quarant’anni può immaginare nel dettaglio com’era, magari è passato poco tempo, magari sono passati più anni; immaginare quel compleanno, quell’anno dei quaranta o quel periodo della vita. Può mettere a fuoco i dettagli del corpo, del viso e partire dalle sensazioni che emergono.

Per chi invece i quarant’anni non li ha ancora raggiunti, lo spazio d’ascolto non è tanto nell’immaginare fisicamente come saremo (anche se possiamo farlo). Per qualcuno i quarant’anni sono vicini, per altri invece più lontani… Prendiamoci lo spazio di immaginare come vorremmo essere, cosa vorremmo fare, come vorremmo sentirci nelle nostre giornate, con chi vorremmo trascorrerle. Non si tratta tanto di fare dei piani concreti per il futuro, anche perché la vita ha molta più fantasia di noi, quindi possiamo metterci tutto il tempo che vogliamo a costruire il nostro futuro nella nostra testa, ma le cose poi cambieranno. Possiamo vivere solo il presente. Oggi, che cosa immaginiamo? Oggi, cosa desideriamo per i quarant’anni? Prendiamo la penna e scriviamo a quella persona, al noi futuro. Possiamo spaziare, sognare la vita, le giornate, le persone, ma ricordiamoci sempre che questi sogni e queste ricostruzioni del futuro nascono dal noi di adesso, sono frutto dei nostri bisogni, dei nostri pensieri, delle nostre circostanze di ora, quindi poi a quarant’anni possono essere diversi. Quante volte da piccoli abbiamo pensato di voler fare l’astronauta e poi a una certa età ci siamo accorti che non era più il nostro desiderio, il nostro sogno.

È importante fare questo tipo di ragionamento, soprattutto in un periodo dell’anno in cui si cominciano a fare i buoni propositi, quello che vorrei, un sacco di esercizi di crescita personale. È importante però ricordare che ogni volta, ogni giorno, i miei desideri possono cambiare perché cambio io: cambia la mia vita, cambiano le mie esperienza, cambiano le mie sensazioni. Tutti questi esercizi vanno bene però per mettere in luce come sto adesso, non per spianare un percorso o per aggrapparci a quell’immagine di futuro e poi magari lamentarci perché non è accaduto. Diamoci semplicemente la possibilità di tracciare un percorso che vale adesso e che può modificarsi in ogni momento. Quante volte è capitato di inseguire un sogno che avevamo in un certo punto della nostra vita ma non era poi più nostro, era del passato. Eppure è rimasto lì: questo devo fare, questo voglio fare, questo ho detto che faccio.

Ri-centriamoci. Diamo spazio ai nostri quarant’anni immaginari oppure, se li abbiamo già trascorsi, parliamo a quella persona con la consapevolezza, con gli strumenti e con tutto quello che abbiamo imparato dopo. Magari possiamo fare pace se c’è da fare pace. Possiamo coccolare se c’è da coccolare. Possiamo ringraziare se c’è da ringraziare. È uno spazio sempre molto importante.
Spero che questi appuntamenti con i vari voi siano un appuntamento altrettanto importante anche per voi. Se avete voglia, condividete la vostra esperienza, il vostro percorso: a me fa molto molto piacere e non vedo l’ora di leggere le vostre riflessioni e vedere le vostre foto. Un abbraccio e buona giornata a tutti.

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