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Io ho il diritto di esistere

Io ho il diritto di esistere

Meditazione Guidata n°17

Una meditazione per prendere contatto con Muladhara, il nostro Primo Chakra: la nostra Radice, il nostro diritto di stare al mondo. Ti chiederò di ascoltare e poi ripetere mentalmente alcune frasi per poi aprirti a percepire come risuonano nel corpo e nelle emozioni.

Leggi la trascrizione della puntata

Assumo una posizione comoda e confortevole. Inizio a respirare portando l’attenzione all’addome. Inspiro gonfiando la pancia, espiro sgonfiando la pancia. Faccio in modo che il mio respiro vada via via approfondendosi. Quindi la fase di inspirazione è sempre più profonda e lunga, così come la fase di espirazione. Mi prendo qualche minuto per atterrare in questo luogo e in questo spazio dove sto meditando e per ascoltare il mio corpo e il suo respiro.

Quando mi sento più rilassato, provo a ripetere dentro di me queste frasi: “Io ho il diritto di esistere”. Ad ogni frase, sento com’è per me questa frase nel corpo, sento se è facile o difficile ripetere questa frase, se ci sono delle parti del corpo che rispondono con tensioni, fastidi o con qualsiasi altro segnale. E non devo capire i segnali, devo solo accoglierli, accorgermene e lasciare che siano.

Io ho il diritto di esistere.

Io ho il diritto di essere felice.

Io ho il diritto di sentirmi al sicuro.

Io ho il diritto di occuparmi dei miei bisogni.

Io ho il diritto di occupare il mio spazio.

Io ho il diritto di provare qualsiasi emozione.

Io ho il diritto di avere dei sogni.

Io ho il diritto di provare a seguire i miei sogni.

Io ho il diritto di esistere.

Io ho il diritto di essere felice.

Puoi riascoltare queste frasi più volte o scegliere quelle per te più significative e fare questa meditazione per più tempo e più giorni e ascoltare com’è per te e cosa cambia in te, che cosa sorge nel corpo o nelle emozioni. Abbandona, se riesci, la parte razionale, che cerca di capire e spiegare, e abbraccia quello che c’è con gentilezza. Puoi anche fare questo esercizio abbracciandoti, quindi portando rispettivamente le mani sulla spalla opposta in una posizione di auto-abbraccio.

Io ho il diritto di esistere.

Io ho il diritto di essere felice.

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