Lunedì non ti temo

Tentativi di vivere bene, senza aspettare il week-end
Self Love

Cosa ci guadagni?

17/09/2017

Nel non amarti, che cosa ci guadagni?

Perchè se non ci fosse un guadagno, vero o presunto, non ci comporteremmo in un certo modo.
Potrebbe essere la sicurezza di una zona di comfort. Di un ambiente familiare anche se distruttivo. Qualcosa ci ‘guadagni’ sempre, anche fosse solo la sicurezza di non poter fallire… perchè tanto non ti esponi.

Perchè diamo ascolto a quella vocina nella testa che ci dice sempre che non siamo mai abbastanza? Che dovremmo fare di più, impegnarci di più, andare in palestra, allenarci più duramente, mangiare meglio… Ognuno di noi ha quella vocina nella testa che dice come dovremmo essere.
Ascoltarla è faticoso. E’ un dispendio di energia enorme. Ogni giorno il volume aumenta e irrimediabilmente contamina tutto ciò che ci circonda, in un tremendo circolo vizioso.

In questi giorni mi è capitato di ascoltare un bellissimo podcast di Rachel Brathen sull’amore di sè e sulle voci giudicanti che ognuno ha dentro. Ad un certo punto ha detto che spesso pensiamo che non siamo abbastanza perchè non facciamo esercizio fisico o non ci occupiamo di noi ma in realtà è l’esatto opposto: non facciamo esercizio fisico e non ci occupiamo di noi proprio perchè ci diciamo che non siamo abbastanza.

Come puoi fare scelte salutari, amorevoli e gentili nei tuo confronti se passi il tempo a dirti cose sprezzanti e dure?

E’ proprio perchè ti dici che non sei abbastanza che ti lasci andare, prendi quel pezzo di cioccolata in più o rimani sdraiato davanti a Netflix tutto il pomeriggio. Ed anche ammesso che si riesca a “sistemare l’apparenza” …ad andare in palestra ogni giorno, ad avere un corpo perfetto e in salute, che succede se per un giorno tutto il piano salta?

A volte è il corpo. Altre volte i vestiti. Il trucco. I capelli. Gli oggetti. E la mente è abile in questo. Niente è mai abbastanza. Pensare di sistemare fuori per sentirsi meglio dentro, non ha senso. Non è durevole.

E quindi?

Non è il peso il problema. Non lo sono nemmeno i vestiti. E’ quella vocina. Quella vocina che sentiamo quando ci specchiamo per sbaglio all’interno di un centro commerciale o quando scorriamo vecchie foto nel cellulare. E’ una vocina che si insinua, una parte di noi. Una parte di noi che è triste e che si dimentica di quanto siamo uniche, speciali e meritevoli di essere felici.

Non c’è peso forma che possa fermare quella voce. E’ importante vederla, accorgersi di quello che ci stiamo dicendo e magari decidere di andare a correre o di ballare in mutande in soggiorno… ma non per dimagrire piuttosto per spostare l’attenzione dalla mente ‘aggrovigliata’ al corpo. Al respiro. A qualcosa di più tangibile di quella vocina.

E quando si riesce, con tanta gentilezza, provare a chiedersi che cosa ci ‘guadagno’ facendo così?

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